La facciata barocca della Certosa di Padula sulla corte esterna lastricata, con statue nelle nicchie e la scalinata d'ingresso
Certosa di Padula, facciata sulla corte esterna — foto: Enrico Viceconte · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Ci sono feste che nascono da un santo, altre da un raccolto. Quella di Padula nasce da un piatto: una frittata gigantesca, preparata secondo la tradizione dai monaci della Certosa di San Lorenzo per accogliere un imperatore. Ogni anno, ad agosto, la rievocazione «Padula in festa per Carlo V – La frittata delle mille uova» riporta in vita quell'episodio nella corte esterna della Certosa, tra cortei in costume, musica e il profumo delle uova in padella.

La leggenda di Carlo V e dei monaci certosini

La storia ci porta al 1535. L'imperatore Carlo V stava risalendo la penisola dopo la vittoriosa spedizione di Tunisi, accompagnato dal suo seguito e dai suoi soldati. Secondo la tradizione, il 10 agosto di quell'anno il corteo imperiale fece sosta alla Certosa di Padula, e i monaci vollero onorare l'ospite con un pasto all'altezza dell'occasione. Il piatto rimasto nella memoria è una frittata colossale, preparata con mille uova per sfamare il sovrano e tutti i suoi uomini.

La data non è casuale: il 10 agosto è la festa di San Lorenzo, il santo a cui la Certosa è dedicata. Che si tratti di cronaca o di racconto arricchito nei secoli, la frittata delle mille uova è diventata uno dei simboli di Padula e un modo vivace per raccontare la storia del monastero.

Come si svolge la rievocazione

La manifestazione, curata dalla Pro Loco di Padula, si sviluppa in genere su più giornate intorno al 10 agosto, con il momento centrale proprio nel giorno di San Lorenzo. La scena principale è la corte esterna della Certosa, davanti alla facciata barocca del monastero, che per una sera torna a essere un palcoscenico rinascimentale.

Il programma, che può variare di anno in anno, ruota di solito attorno ad alcuni momenti chiave:

  • il corteo storico, con centinaia di figuranti in abiti rinascimentali;
  • l'ingresso di Carlo V e della sua corte, accolti dai figuranti vestiti da monaci certosini;
  • la preparazione della frittata davanti al pubblico, in una padella d'acciaio di dimensioni enormi, con migliaia di uova;
  • musica e momenti di festa che accompagnano la serata.

Vedere la frittata prendere forma in quella padella gigante è lo spettacolo che tutti aspettano: tra fuoco, fumo e monaci-cuochi, la scena unisce teatro, gastronomia e tradizione.

La Certosa, cornice dell'evento

La rievocazione è anche un'ottima occasione per conoscere la Certosa di San Lorenzo, fondata nel 1306 per volontà di Tommaso II Sanseverino e oggi parte del sito UNESCO del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Se avete tempo, organizzate la giornata in modo da visitare il complesso nel pomeriggio, scoprendo il chiostro grande, la chiesa, la cucina dei monaci e la biblioteca, per poi restare nella corte esterna per la festa serale. Capire come vivevano i Certosini rende ancora più gustosa la storia della loro frittata.

Consigli per partecipare

La frittata delle mille uova richiama ogni anno molto pubblico, soprattutto nella serata principale. Partite con anticipo, perché Padula si trova nell'entroterra, nel Vallo di Diano, e dalla costa si raggiunge in auto attraversando le colline cilentane. Arrivate per tempo anche per trovare parcheggio e un buon posto nella corte. Le serate nel Vallo di Diano possono essere più fresche rispetto alla costa: una felpa leggera può essere utile. Con i bambini la festa è un'esperienza divertente, tra costumi d'epoca e la grande padella, ma conviene tenere conto della folla e dell'orario serale.

Le date precise, il programma e le eventuali modifiche vengono comunicati ogni anno dagli organizzatori: per tutte le informazioni aggiornate consultate i canali ufficiali della Pro Loco di Padula e del Comune di Padula.

Dal mare del Cilento alla corte della Certosa

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