La costa di Marina di Camerota non è solo mare limpido e calette: è anche uno dei luoghi più importanti d'Italia per lo studio della preistoria lungo le coste. Le falesie di calcare che separano il paese dalle spiagge vicine sono scavate da decine di grotte, modellate nel corso di centinaia di migliaia di anni dall'acqua piovana, dal mare e dalle oscillazioni del livello marino. In alcune di queste cavità gli archeologi hanno trovato le tracce di chi abitava questa costa molto prima della storia scritta: Neanderthal, poi i primi gruppi di Homo sapiens, e più tardi comunità di pescatori e agricoltori.
Un paesaggio scavato nel calcare
Il territorio di Camerota è formato in gran parte da rocce calcaree di origine marina molto antiche, un tipo di roccia che l'acqua scioglie lentamente creando grotte, cunicoli e ripari. Il catasto speleologico della Campania registra nel comune decine di cavità: alcune sono raggiungibili da terra, altre si aprono direttamente sul mare e si vedono solo dalla barca. Proprio questa varietà spiega perché l'area sia studiata da decenni dalle università italiane e sia oggi parte del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
La Grotta della Cala
La più conosciuta è la Grotta della Cala, che si apre ai margini dell'abitato in direzione di Lentiscelle. Tra il 1966 e il 1971 vi condusse scavi sistematici l'archeologo Arturo Palma di Cesnola, dell'Università di Siena, e le ricerche sono proseguite anche nei decenni successivi. La sequenza di strati rinvenuta è straordinaria per lunghezza: si va da tracce di frequentazione neandertaliana a livelli del Paleolitico superiore, con industrie attribuite all'Uluzziano, al Protoaurignaziano e al Gravettiano, fino al Mesolitico, quando nella grotta furono lasciati strumenti in pietra, ocra e perfino un ciottolo dipinto.
Nel Neolitico la grotta fu usata sia come abitazione sia come luogo di sepoltura: gli scavi hanno restituito vasi in ceramica e ami da pesca in osso, una testimonianza diretta del legame antichissimo tra questa costa e il mare. Le ricerche dell'Università di Siena hanno segnalato anche una collana in pasta vitrea dell'età del Bronzo finale. La grotta è visitabile con visite guidate organizzate da associazioni locali: per modalità e periodi conviene informarsi sul posto o presso i canali turistici del Comune.
La Grotta del Poggio e la Grotta Taddeo
Poco distante si trova la Grotta del Poggio, i cui livelli di occupazione più antichi sono datati indicativamente tra 200.000 e 140.000 anni fa. Qui sono emersi strumenti in pietra, resti umani e ossa di grandi animali oggi estinti, tra cui il rinoceronte e l'elefante antico (Palaeoloxodon antiquus), alcuni dei quali con segni di macellazione: indizi di come i gruppi neandertaliani sfruttassero le prede cacciate. Le campagne di scavo più recenti, condotte da università italiane, rientrano in un progetto di ricerca europeo dedicato ai Neanderthal e sui primi Homo sapiens.
La Grotta Taddeo, raggiungibile dal mare, fu scavata nel 1967: vi furono trovati quattro denti umani associati a strumenti di tipo musteriano, attribuiti in studi successivi a individui neandertaliani. Probabilmente era un riparo usato per brevi soste durante la caccia.
Altre grotte da scoprire, da terra e dal mare
Lungo la costa si incontrano molte altre cavità, ognuna con un proprio carattere:
- la Grotta della Serratura, raggiungibile dal mare, dove sono stati trovati focolari, strumenti in osso e conchiglie decorate;
- la Grotta di San Biagio, che ospita una piccola cappella con un affresco cinquecentesco e dove ogni anno, intorno alla ricorrenza del santo all'inizio di febbraio, si celebra una messa (per conferme e dettagli, fate riferimento alla parrocchia o al Comune);
- le grotte marine come la Grotta del Toro e la Grotta Azzurra di Camerota, che si visitano soltanto in barca e prendono il nome dalla forma delle rocce o dai riflessi della luce sull'acqua.
Per chi vuole approfondire, il MUVIP, museo virtuale del Paleolitico di Marina di Camerota, racconta con ricostruzioni digitali e postazioni multimediali la vita nelle grotte e dedica una sezione anche ai cunzàri, i vasai tradizionali di Camerota. Aperture e orari vanno verificati sui canali ufficiali.
Come visitarle con rispetto
Le grotte sono beni archeologici e naturali fragili. Nei siti di scavo non si entra senza guida, non si raccolgono pietre, ossa o conchiglie e non si tocca nulla che possa far parte di un deposito. Nelle grotte marine valgono inoltre le regole dell'area protetta: velocità ridotta, nessun ancoraggio dove vietato e attenzione ai bagnanti. Il periodo migliore per esplorarle in barca è quello con mare calmo, tipicamente nelle mattine d'estate e di inizio autunno.
Per vedere la costa dal mare, gli ospiti di Casa di Ciro e Gigi possono contare su un'opportunità esclusiva: il proprietario accompagna personalmente gli ospiti con il proprio gommone in escursioni di mezza giornata, dalle 9:00 alle 13:00, alla scoperta del litorale. E al rientro, la vista mare dall'appartamento nel centro di Marina di Camerota resta il punto d'osservazione privilegiato su questa costa antichissima.
Il Cilento da Casa di Ciro e Gigi
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